Vegan Dolce

Dolce deriva dalla parola latina dŭlce. Il dolce, in senso lato è uno dei 5 gusti fondamentali, percepiti dalle cellule recettrici, insieme all’amaro, aspro, dolce, salato e umani (che in giapponese è traducibile come “saporito” = sapore di glutammato presente nei cibi ricchi di proteine). Storicamente, il dolce rivestiva un ruolo augurale legato a specifici riti. Nell’antica Roma, gli sposi offrivano a Giove Capitolino, nel rito della confarreatio, un dolce di farro. Le prime notizie certe di usanze nei dolci si hanno nell’antica Grecia. Nelle epoche successive, prima i grandi pasticceri italiani durante il Rinascimento e successivamente i francesi, dettero un grande impulso alla pietanza “dolce”. Il successivo “globalizzarsi” delle merci, con la conseguente importazione di cacao dalle Americhe e della canna da zucchero, resero il dolce, cibo popolare a tutti. Niente di etimologicamente complesso per il termine “vegano”. Sembra che possa derivare da “vegan” che a sua volta deriva dal termine americano “vegetarian”, fondendo le prime 3 parole con le ultime 2. Altri fanno derivare il termine dal nome “Vega” che era un famoso ristorante vegetariano londinese che esisteva già nel 1934. La parola pare che nasca nel lontano 1944, quando gli aderenti a uno stile di vita vegetariano, si accorsero che questo, non era sufficiente a includere concetti “animalisti”. Nacque così uno “modo di vivere” che, per qualunque scopo, evita lo sfruttamento e la crudeltà nei confronti di animali.
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