Dolce Bio

Dolce deriva dalla parola latina dŭlce. Il dolce, in senso lato è uno dei 5 gusti fondamentali, percepiti dalle cellule recettrici, insieme all’amaro, aspro, dolce, salato e umani (che in giapponese è traducibile come “saporito” = sapore di glutammato presente nei cibi ricchi di proteine). Storicamente, il dolce rivestiva un ruolo augurale legato a specifici riti. Nell’antica Roma, gli sposi offrivano a Giove Capitolino, nel rito della confarreatio, un dolce di farro. Le prime notizie certe di usanze nei dolci si hanno nell’antica Grecia. Nelle epoche successive, prima i grandi pasticceri italiani durante il Rinascimento e successivamente i francesi, dettero un grande impulso alla pietanza “dolce”. Il successivo “globalizzarsi” delle merci, con la conseguente importazione di cacao dalle Americhe e della canna da zucchero, resero il dolce, cibo popolare a tutti. La parola “bio”, che deriva dal greco βίος “che vive”, fa riferimento al sistema di produzione “secondo natura”, dei prodotti. Da questo deriva un’agricoltura biologica, con prodotti biologici. La pratica di sviluppo agricolo naturale, nasce negli anni 70, dopo l’avvento della chimica per “aiutare” le produzioni . L’unione europea, norma, per la prima volta, l’agricoltura biologica nel 1991.
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